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Responsabilità civile avvocato, tutte le pronunce della Cassazione

Fin dove si spinge la responsabilità dell’avvocato che svolge con diligenza il proprio lavoro? La risposta non è così semplice e può essere ricostruita solo a partire da una lettura sistematica di numerose sentenze rese dalla Corte di Cassazione.

Certamente è dovere di un buon legale informare il potenziale cliente (o futuro assistito) su ogni questione fattuale o giuridica che possa impedire il raggiungimento dell’obiettivo che lo stesso cliente conta di raggiungere, siano le questioni in discorso pienamente ostative o comunque idonee a produrre conseguenze dannose. A maggior ragione dovrà dissuaderlo “dall’intraprendere o proseguire un giudizio dall’esito probabilmente sfavorevole”. Quanto appena detto, nelle parole dell’Alta Corte (sentenza 14597/2004), implica che un legale debba evidenziare tutte le circostanze che potrebbero produrre un esito sfavorevole.

Certo non ci si aspetta che un avvocato sappia formulare un giudizio prognostico tanto preciso, ma è il difensore tecnico ad aver acquisito conoscenze e strumenti tali da renderlo capace di poter fare valutazioni di merito sui possibili sviluppi del caso, anche quando poi vi sia una partecipazione dell’assistito nella scelta della strategia.

Nel novero delle informazioni dovute al cliente, l’adempimento del mandato conferito ad un avvocato include -come già chiarito dalla giurisprudenza di legittimità- lo svolgimento di ogni attività funzionale alla tutela dell’assistito; è ritenuto un adempimento molto grave, in questa ottica, che l’avvocato ometta di indicare prove capaci di giocare un ruolo indispensabile per la soddisfazione della pretesa del proprio assistito, salvo ovviamente dimostrare di non aver potuto adempiere pur svolgendo ogni attività che gli potesse essere richiesta.

E’ allora lecito ritenere che il diritto al risarcimento del danno scaturisca in modo automatico a fronte di un qualunque inadempimento del professionista? Ad escludere questa eventualità è stata la stessa Cassazione, anche per evitare che l’intera categoria venisse subissata da richieste di risarcimento per qualunque errore anche di minima entità: prima di poter imputare all’avvocato la responsabilità di un esito sfavorevole al proprio assistito, si dovrà valutare -in base ad un giudizio prognostico- se l’inadempimento sia stato davvero determinante, se infatti questo non vi fosse stato e l’esito sarebbe stato il medesimo, l’avvocato non può essere ritenuto responsabile. La stessa causalità quindi, tra la condotta dell’imputato e l’evento lesivo, viene richiesta dai giudici non diversamente da qualunque altro procedimento giudiziario, la novità, o quantomeno il profilo atipico, sta nell’immaginare un avvocato al banco degli imputati.

“Eventualità non così improbabile” commenta il team di RCPolizza.it “ad oggi stiamo registrando un’impennata nelle contestazioni che i clienti fanno nei confronti dei propri difensori” Stando ai dati raccolti dal portale specializzato in assicurazioni professionali “a rendere il tutto preoccupante è il fatto che  spesso -troppo spesso- a determinare questo tipo di lite è la semplice insoddisfazione del cliente che non riesce ad accettare di aver perso la causa. E piuttosto che farsene una ragione cerca una minima soddisfazione cercando di rivalersi sul proprio avvocato.

Ma come ha chiarito la Corte di piazza Cavour -continua la squadra di ricerca del sito di aggregazione- la responsabilità dell’avvocato dipende da tre concause: deve essersi verificato effettivamente un danno in pregiudizio all’assistito, l’esito infausto deve essere dipeso dalla condotta dell’avvocato e l’eventuale diverso contegno di quest’ultimo, secondo giudizi probabilistici, avrebbe dovuto fare la differenza, consentendo di vedere la richiesta dell’assistito accolta in giudizio. Diversamente la responsabilità dell’avvocato non può essere accertata.”

Ma questo non fa la differenza, come spiegano gli esperti di RCPolizza

“Se anche l’avvocato viene riconosciuto innocente, tempo e denaro inutilmente spesi per provare la propria innocenza saranno un costo da tenere in considerazione”.

Quindi a prescindere dagli esiti del processo l’avvocato rimane esposto al rischio di contestazioni pretestuose e richieste di risarcimento infondate.

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